Olga Zhukovskaya, “OZ Made in Italy”: «Designer rende più bello quello che è già bello”

OZ Made in Italy
Una tuta ricavata dalla gonna di jeans della madre è stata il primo manufatto di Olga Zhukovskaya. Da allora sono passati quasi 20 anni. Oggi la fashion designer Bielorussa ha 33 anni e da due vive a Roma. Qui Olga è riuscita a fondare il proprio marchio. Tutto questo senza seguire le tendenze di moda, ma con l’aiuto degli urban-market della capitale italiana.
– Olga, cosa è accaduto dopo quella famosa tuta di jeans che hai cucito a 14 anni?
– Me la ricordo bene perché ho una foto dove io, ancora bambina, indossavo questa tuta. Da quel momento ho continuato a cucire, lo facevo per necessità. Negli anni ’80 non eravamo tanto ricchi da comprarci sempre nuovi vestiti. Cucivo semplicemente per non avere sempre lo stesso abbigliamento. Questa mia passione è diventata un hobby per poi trasformarsi nel mio lavoro.
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– Dopo aver finito la scuola hai cominciato a lavorare in questo ambito?
– Prima sono andata a studiare. Ho una  formazione professionale sia come sarta che da pittrice, ma ho sempre lavorato come designer. Secondo me, non è necessario studiare come fashion design, perché lo spirito del designer vive dentro ciascuno di noi e le regole sono fatte solo per coloro che non sono sicuri di se. Per questo motivo non è detto che dobbiamo necessariamente indossare modelli o colori di moda: siamo tutti diversi e ciascuno di noi ha il suo mondo, i suoi colori e il proprio abbigliamento. La cosa più importante nella mia professione è saper cucire. Questo sì che è necessario imparare. Come è possibile che qualcuno possa creare vestiti senza sapere come si cuce.
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Olga Zhukovaskaya al lavoro
– Però, una base di conoscenze necessarie un designer deve averle oppure no?
– Sì, sicuramente. Il designer deve saper individuare cosa far indossare ad una persona per nascondere i suoi difetti. Secondo me, il designer deve essere capace a rendere più bello quello che è già bello. Naturalmente, quello che dico non è giusto secondo quelli che studiano design. Ho anche frequentato corsi dedicati, sono stati molto utili, ma alla fine ho capito che mi piace il mio modo di pensare. Mi piace quello che vedo.
– è vero che tu non segui le tendenze della moda?
– Non mi piace leggere le riviste di moda e conoscere le tendenze dei negozi. Non so nemmeno cosa è di moda adesso. Perché così mi perdo, sarò sempre a pensare come far piacere alla gente, perché è di moda, invece di ricordare che la moda la dobbiamo creare per noi stessi, dentro di noi. Il designer è, in grosso modo, lo scultore. Succede, che vedo le donne vestite con abiti di marca e si vede che leggono le riviste, conoscono le tendenze, ma comprano i vestiti senza sapere come abbinarli. Spesso l’abbigliamento mostra il mondo interiore della persona. La gente è ipnotizzata dalla moda, pronta a spendere molti soldi. Ciò, sicuramente, vada bene per i fashion designer, ma io ho un parere diverso. Sono molto felice quando i clienti acquistano i miei vestiti non solo per riempire il guardaroba, ma perché hanno la voglia di indossarli, di dare un significato ai loro completi, senza essere influenzati dalle tendenze di moda.
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– Cioè è sempre possibile vedere il mondo interiore di una persona semplicemente guardando come è vestita?
– No, non sempre. In mezzo alla folla siamo tutti “grigio e nero”. Questo dipende dalla persona. Ci vestiamo per due obiettivi: o per se stessi, o per mostrarci agli altri. La moda è creata con il fine di vendere, rendere più facile il processo di produzione dell’abbigliamento, aiuta a far comprare quello che si produce. Per esempio, il colore, se non vi piace ma è di moda, perché indossarlo? I colori sono come la musica. Noi non ci rendiamo conto come cambia il nostro stato d’animo e la stessa cosa succede per il colore. Secondo me è un grosso errore vestirsi solo per il desiderio di mostrarsi agli altri. Prima di tutto, bisogna pensare, se ti piace questo completo oggi o no. L’abbigliamento è la nostra seconda pelle e il nostro umore.
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– A cosa ti ispiri quando crei collezioni?
– Per esempio, posso creare una collezione molto semplice, banale, ma che può essere indossata tutti i giorni. Può succedere che io possa creare una collezione dedicata ad una persona rispecchiando negli abiti la sua personalità. Questo è il mio mondo, lo creo io. Può non piacere a qualcuno, ma non voglio imporre. In generale, la tendenza per me è un limite, che, certamente, deve esistere perché dà alla gente una sorta di sicurezza. Quando uno mette addosso una maglietta che costa 700 euro, non importa se gli sta bene o no, è sicuro in se perché sa quanto costa. Pero non è la maglietta che deve dare questa sicurezza, bisogna cercarla dentro.
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Dal disegno…
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… e cartamodello…

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…al vestito pronto
– Olga, le maglie con le finestre dipinte a mano è il tuo prodotto di punta. Perché hai scelto le finestre?
– Lo faccio ormai da 5 anni. Le finestre per me sono il mondo interiore. Viviamo in un mondo di finestre, senza nemmeno accorgercene. Pensate, quando nasce un bambino lo mettono in un passeggino coprendolo con telo di plastica con uno finestrino dove può vedere sua mamma. Tutto inizia con questo e poi continua con treni, macchine… tutti i mezzi hanno i finestrini. La finestra dell’appartamento è come un quadro. Ed è solo tuo, perché appena ti sposti un po’, la vista cambia.
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– Quando ti sei trasferita in Italia, hai cominciato da zero o hai già portato con te qualche idea per la realizzazione del tuo marchio OZ?
– Tutto da zero. Ho sempre lavorato in quest’ambito, ma qui ho cominciato dall’inizio. Non ho avuto nulla.
– È stato difficile ricominciare?
– No, perché sapevo già tutto. Per me sarebbe stato più difficile iniziare a lavorare in un campo diverso. Appena trasferita, ho cominciato a dipingere i quadri perché ho avuto molto tempo libero, poi ho iniziato a cucire vestiti da bambino per venderli ai negozi.
– Come hai trovato il Mercato Monti? (mercato di abbigliamento in uno dei quartieri centrali di Roma)
– Lavoravo in questa zona. Un giorno ho visto questo mercato, ho contattato gli organizzatori, ho mandato delle foto del mio prodotto e hanno approvato la mia candidatura. Mercato Monti è un luogo molto particolare, lo vedo, per così dire, come un punto di partenza dei miei vestiti in diverse parti del mondo, perché ci sono molti turisti. Ma non lavoro solo lì. Fornisco i miei vestiti in alcuni negozi fuori Roma. Adesso ho intenzione di sviluppare le vendite tramite internet.
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Olga Zhukovskaya al Mercato Monti
– Olga, mercato Monti è un buon posto per vendere il proprio prodotto?
– Sì. Ma è importante trovare la propria clientela e mercato, a Roma ce ne sono diversi.
– Alcune raccomandazioni per il guardaroba invernale-primaverile femminile?
– Ogni donna deve avere un cappotto dalla  lunghezza che copre la caviglia. Non consiglio color nero, meglio il blu profondo, il colore del mirtillo maturo. Sotto si può mettere un abito di seta, con le bretelle o con le maniche lunghe, per creare contrasto e rimanere femminili. Se fa molto freddo, si può mettere sopra un maglione di lana, importante che non sia troppo lungo. Questa è una delle versioni più femminili per la stagione invernale. Un’opzione più comoda è un abito di lana, dritto, lunghezza sotto il ginocchio. Bisogna anche avere un pantalone-gonna e una giacca. Ma prima di considerare questi consigli, è necessario esaminare la forma del proprio corpo e capire che cosa si può indossare e che cosa no.
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– Il nome del tuo marchio OZ ha qualche significato o sono solo le tue iniziali?
– Non sono soltanto le iniziali. Oz, come sappiamo, è un paese magico della fiaba, infatti quando disegno, c’è sempre qualcosa di magico in questo processo. La lettera Z rappresenta il movimento della bacheca magica. La Z potrebbe essere anche un segno di Zorro: qualcuno mette la sua firma in incognito, anche questa è una sorta di magia.
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– Olga, quali sono i tuoi progetti per il futuro e se cerchi dei nuovi partner?
– Uno dei progetti ancora da realizzare è una sfilata per la presentazione delle mie collezioni ma non con fini commerciali. Voglio fare qualcosa oltre che un semplice guadagno, vorrei essere utile a qualcuno. Farei volentieri una serie di sfilate di beneficenza. Voglio organizzare anche una mostra dei miei quadri. Se ci sono delle persone che vogliono lavorare con me, che possono aiutarmi a sviluppare il mio marchio, aumentare le vendite, costruire cooperazione con i rivenditori, sono sempre aperta a delle collaborazioni con loro. Saro contenta di partecipare a qualsiasi movimento culturale interessante, ai nuovi progetti.

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