Cristina Livi “Perfy Bags”, le borse realizzate con i sacchi del caffè

“Guarda, questo sacco proviene da Salvador, questo invece viene dal Guatemala. Le stampe sono originali, una diversa dall’altra – a raccontarcelo è Cristina Livi, mentre lo fa passa la mano sulle stoffe trattate come fossero pagine di un enorme quaderno marrone. Le stoffe destinate a diventare… borse!  – L’idea nasce dall’ ingegno del mio compagno Alberto Padovani, uno dei titolari della storica torrefazione di Prato, che dispiaciuto di dover buttare via i bellissimi sacchi provenienti dalla lavorazione del caffè, una sera a cena, mi ha proposto di aiutarlo a realizzare una linea di borse. Ricordo bene quella sera, era il 31 marzo 2014. Parlando a tavola abbiamo deciso che le nostre future creazioni sarebbero state belle, resistenti, comode e perfette… Anzi Perfy!”

perfy bags

– Cristina ti ricordi com’erano fatti vostri primi modelli?

– Le prime creazioni che facevamo erano molto semplici. La prima collezione è stata realizzata lavando e sterilizzando i sacchi che diventavano poi borse sportive indicate alla stagione in corso, quella estiva. Siamo partiti molto piano, avevamo paura ma, le borse hanno riscosso successo ed inaspettatamente le abbiamo vendute tutte! Sono piaciute molto e così siamo andati avanti. Adesso sono due anni e mezzo che le facciamo.

– Attualmente come sono le vostre creazioni, mi dicevi che il prodotto si è evoluto?

– Il problema era il lavaggio perché utilizzando il sacco senza nessun tipo di protezione, la borsa tende a non durare per più di una stagione. Questo fenomeno è dovuto al fatto che la juta, materiale di cui sono fatte le borse, è una fibra molto corta, soggetta ad una rapida usura, con conseguenti rotture. Adesso invece abbiamo trovato un particolare trattamento che la protegge. Abbiamo fatto anche delle prove: qui a Prato ci sono delle aziende che fanno i test sui tessuti, sia a livello di lavaggio che a livello di usura. Il risultato è che la juta con questo trattamento è molto più resistente.

Per creare una Perfy ci vogliono due sacchi di juta
Per creare una Perfy ci vogliono due sacchi di juta
Le stampe sui sacchi sono originali
Le stampe sui sacchi sono originali

– Quanto dura il processo di produzione?

– Tutto il processo è totalmente artigianale, per questo motivo non è veloce, le borse vengono fatte da me e dal mio compagno Alberto. Si inizia prima di tutto tagliando il sacco, poi i teli vengono trattati per renderli appunto più resistenti, successivamente e sempre artigianalmente tagliamo tutti i vari componenti della borsa attraverso dei cartamodelli ed infine questi sono cuciti da un’altra collaboratrice, che sotto nostra indicazione realizza la borsa finale. Ma il lavoro non è ancora finito perché una volta realizzata la borsa, bisogna inserire all’interno un cartellino con il numero seriale.  Tutte le borse vengono poi fotografate sia davanti che dietro e finalmente sono pronte per essere messe in vendita. All’incirca per tutto questo ci vogliono diciamo 3 settimane. Chiaramente quando si è in alta stagione, questo processo diventa continuo e si può arrivare anche a produrre ogni settimana o quindici giorni.

Il processo di produzione
Il processo di produzione
Ogni borsa ha il suo numero di serie
Ogni borsa ha il suo numero di serie

– Da dove nasce l’ispirazione?

– In realtà per questa domanda non ho una vera e propria risposta. Non so dirti nemmeno io come è nata. Forse andando in giro, guardando intorno e osservando. Ma anche seguire la richiesta del mercato. Per esempio attualmente sappiamo che c’è una forte richiesta di borse da portare a spalla, ne abbiamo fatto un prototipo. Ma sicuramente anche il modello nuovo avrà sempre questo manico che è diventato un po’ diciamo il nostro marchio, ecco, con il chicco di caffè.

Manico col chicco del caffè
Manico col chicco del caffè

– Qual è il tuo modello preferito?

– Il modello che considero più mio è sicuramente la Perfy Roma. L’ho disegnato una sera e onestamente non so dirti, anche in questo caso, da dove ho preso ispirazione. Si chiama Roma perché è in generale il modello che viene più venduto, in assoluto il più importante, il nostro modello di punta. Tutti i modelli della nostra collezione hanno il nome di una città . La scorsa stagione c’è stato un modello chiamato Perfy Pisa perché era molto adatto agli studenti e considerando che Pisa ha sede una delle università italiane più famose, abbiamo scelto questo nome.

Modello Roma
Modello Roma

– Svelaci che città è “in arrivo” questa volta?

– Non lo sappiamo (ride). Il nome nasce una volta concluso il prototipo. Per esempio il modello Perfy Venezia, l’avevamo chiamato così perché ha una forma che ricorda la gondola. Un’altra l’abbiamo chiamata Perfy Genova, perchè nel suo porto arrivano, da tutto il mondo, i sacchi di caffè e volevamo dare importanza a questo fatto.

– Inizialmente è stato difficile commercializzare il prodotto?

– Abbiamo avuto un grosso vantaggio perché Alberto le ha vendute all’interno del suo negozio. Per noi questo è stato un trampolino di lancio anche perché siamo partiti dalla nostra città. Le prime due stagioni abbiamo venduto solo su Prato: amici, parenti, quindi con il classico passaparola. Per la terza stagione abbiamo deciso di lanciarle sui social ed in particolare Facebook e abbiamo trovato nuovi venditori.

Perfy bags

– Cristina fai anche un altro lavoro o questa è la tua unica occupazione?

– Io e Alberto abbiamo anche altri lavori che sono i nostri principali. Tuttavia ci dedichiamo, in ogni ritaglio di tempo, a queste creazioni. Lavoriamo la sera, dopo cena e i fine settimana. Ma lo facciamo volentieri perché ci piace e sta crescendo.

– Riusciresti economicamente solo con questa attività ad andare avanti?

– Con i nostri numeri attuali la cosa non sarebbe possibile. Diciamo che da quando siamo partiti siamo sempre stati in crescita. Se questo dovesse continuare, magari fra un paio d’anni se ne potrebbe parlare. Ma in ogni caso il lavoro dovrebbe aumentare molto, soprattutto nella distribuzione. Lo speriamo, sarebbe il nostro sogno.

Le Perfy sono personalizzabili
Le Perfy sono personalizzabili

– Confessa! Cristina ma tu nel guardaroba che borse hai?

– Ho molte borse ma, indosso solo le Perfy.

– Da cosa nasce il nome Perfy?

– In realtà è un nome inventato, ha un significato specifico per noi ma non ci piace svelarlo perché è un segreto nostro, anche un po’ scaramantico. Diciamo che è un nome che lascia spazio all’interpretazione, può stare per perfetto, perfido… Questo lo lasciamo decidere a voi, ai nostri clienti.

Perfy bags

– Progetti per il futuro, sei in cerca di nuovi partner?

–  Tutto dipende da come andrà la crescita del nostro lavoro: se trovassimo altri rivenditori o comunque nuovi clienti attraverso la vendita online, non escludiamo l’idea di prendere collaboratori. I nostri progetti adesso sono quelli di continuare su questa rotta, ci piace farlo “scalino per scalino”.

https://www.instagram.com/perfybags/

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