Anna Zaytseva: alta moda è un libro che bisogna saper leggere

Avete mai visto un abito che rappresenta il Colosseo quadrato o Piazza di Spagna? Allora date un’occhiata a queste creazioni

Alta Roma Alta Moda luglio 2016
Alta Roma Alta Moda luglio 2016
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Alta Roma Alta Moda luglio 2016

La presentazione della propria collezione in Alta Roma Alta Moda questo giugno è il primo successo di Anna Zaytseva, una fashion designer di San Pietroburgo che da 5 anni vive in Italia. Attualmente sta preparando una Capsule Collection per l’edizione di la Roma Fashion Week di aprile 2017. Ha raccontato ai nostri lettori le difficoltà che può incontrare un giovane professionista in un paese straniero, le differenze tra le collezioni commerciali e quelle di Alta Moda e di shopping, spiegando quali capi d’abbigliamento bisogna acquistare dai professionisti della moda e quali nei negozi di mass market.


Anna Zaytseva
Designer Anna Zaytseva

Studio
Mi occupo di modellistica di abbigliamento sin dall’età di 15 anni. Dopo aver studiato presso l’Istituto professionale di Ingegneria dell’abbigliamentoto di San Pietroburgo, sono andata a lavorare in un atelier militare. Parallelamente studiavo Storia dell’arte. Cinque anni fa mi sono trasferita in Italia e dopo una breve ricerca di me stessa ho capito che il lavoro nel campo della moda era ciò che mi riusciva meglio. Quindi sono andata a studiare all’Accademia Creazioni Moda di Maria Maiani. Qui approfondisco i miei studi di modellistica e di designer di abbigliamento per applicati all’Alta Moda.

Non si possono confrontare gli studi in Russia con quelli in Italia. Non è la stessa cosa, anche se l’uno completa l’altro. L’istituto di St. Pietroburgo mi ha dato le basi: ho imparato a cucire, ho conosciuto tutti i materiali e le tecnologie… cioè, tutti i principi del processo produttivo. Bisogna tenere presente che questo è un lavoro costantemente in evoluzione e bisogna tenersi sempre aggiornati, soprattutto per quanto concerne con i processi produttivi. Per una fashion designer è necessario sapere disegnare, cucire e, creare cartamodelli. Devi essere in grado di fare tutto, è un lavoro molto complesso.

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Lavoro
Non penso che il lavoro in Italia sia più difficile di quanto sarebbe stato in Russia. No. Al contrario, il trasferimento in Italia mi ha dato lo stimolo per iniziare e, mi ha spinto a lavorare sempre di più. Credo che le difficoltà che ho avuto qui, sarebbero state le medesime anche nel mio paese. Vedo una nuova generazione di designer stilisti emergenti, i concorrenti sono sempre forti sia in Italia che in Russia.

La visione creativa, secondo me, è un dono innato. Una persona può imparare ad avere buon gusto, ma generarlo è tutta un’altra cosa. Ad esempio, adesso leggo un libro sul famoso Sergei Diaghilev. Si tratta di un personaggio molto controverso. Non ho mai saputo che voleva essere un compositore, ha anche scritto qualche brano. Ma alla fine ha capito che non era la sua strada. Ma nonostante questo, voleva mantenersi acculturato, e alla fine, è diventato un impresario geniale nel campo artistico: questo è un esempio di persona che di per sé non crea nulla, ma sa generare buon gusto. Bisogna nascerci.

Work in progress

La prima collezione
Per me è stata un’esperienza molto importante perché non ho mai partecipato ad eventi del genere. Alta Roma Alta Moda è veramente uno dei più grandi eventi nel campo della moda della capitale italiana, che attira attenzione della maggior parte dei telegiornali, delle riviste e degli altri media. Ho presentato la mia collezione insieme agli altri studenti dell’Accademia Maria Maiani. Di solito, questi final work si organizzano con un tema comune e ogni studente lo interpreta a modo suo, questa volta il tema era la cultura. Siccome non volevo dedicare il lavoro a temi classici come la conservazione dei monumenti, ho deciso di lanciare un messaggio più moderno. Ho dedicato la mia collezione ai brand che sponsorizzano la ricostruzione di grandi monumenti italiani. Ho creato tre abiti che simbolizzano Fendi e il Colosseo Quadrato (Palazzo della Civiltà Italiana), Bulgari e Piazza di Spagna, Diesel e il Ponte di Rialto.

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L’abito che rappresenta Diesel e il Ponte di Rialto
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Pubblicazione nel giornale “Il Tempo”

Fashion Week è una grande vetrina. Ti permette di mostrare quello che fai, ti dà la possibilità di esprimerti. Ma una sola partecipazione non è abbastanza. Penso che questo discorso attualmente valga per tutte le professioni: se hai iniziato a partecipare a competizioni eventi internazionali è necessario continuare. E, purtroppo, non sempre riesci a farlo perché c’è sempre una somma da pagare per la partecipazione, nonostante il fatto che hai già speso molto per creare la collezione. Questo può essere un ostacolo. Non molti si possono permettere la partecipazione costante alle fashion week.

 
Il mass market e abbigliamento firmato
Sono contenta della tendenza contemporanea che vede sempre meno acquisti ma di maggiore qualità. L’abbigliamento firmato creato da una persona di talento, con tessuti di alta qualità, non può costare poco. La persona che acquista abbigliamento firmato paga a molti professionisti per il prodotto finale. Nel mercato di massa è difficile acquistare, per esempio, una buona giacca o dei buoni pantaloni. È proprio a partire da questi capi si contraddistingue il lavoro di uno stilista, una buona mano si vede con il cosiddetto “capo spalla”, cioè una giacca o un cappotto di qualità.

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Ispirazione
L’espressività nell’essere creativi e la previsione sulle tendenze di moda non sono la stessa cosa. Io, ad esempio, posso creare una collezione dopo una visita a Villa Torlonia, e qualcun altro lo farà in base alla quantità di cotone cresciuto quest’anno in India. Qualcun altro ancora, farà una collezione in base alle impressioni ricevute dopo aver visto qualcosa di straordinario, e qualcun altro si concentrerà sul piazzamento di vendita. Ma l’ispirazione e il senso commerciale in una collezione devono trovare un compromesso. Spesso succede che cose belle e di qualità non si vendano.

Bisogna spiegare alla gente che cos’è l’Alta Moda. C’è sempre qualcosa che stimola uno stilista a creare una collezione. Spesso gli stilisti, anche se affrontano lo stesso tema, lo interpretano in modo totalmente diverso. E non tutti esprimono con chiarezza il proprio pensiero, ma questo non significa che la collezione sia fatta male. L’Alta Moda è uno dei modi per esprimere il cambiamento sociale, è un libro tutto da leggere.  

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Alta Roma Alta Moda luglio 2016

 

Progetti

Nella mia professione è impossibile finire di imparare. Ci sono sempre nuovi materiali, nuove attrezzature, nuove tecniche, nuove tecnologie e tendenze da conoscere, bisogna sapere praticamente tutto ciò che accade in questo mondo e anche fuori. Per essere un vero professionista è necessario capire la vita, devi essere in grado di anticipare le tendenze. E queste spesso dipendono dagli eventi. È un compito difficile, ma molto interessante.

Il mio prossimo progetto sarà la partecipazione nella alla Roma Fashion Week di aprile 2017. È un concorso internazionale per giovani stilisti provenienti dalla Russia. La Capsule Collection sarà completamente commerciale, per me è un’esperienza assolutamente nuova. L’Alta Moda richiedee grandissimo impegno, difficile da fronteggiare. Però la amo e spero in futuro di poterci lavorare in quest’ambito.

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